Architettura brutalista in Italia

La Torre Velasca di Milano ed il complesso del Secondo Policlinico a Napoli

Il Brutalismo è un movimento architettonico degli anni Cinquanta e ha influenzato le scelte urbanistiche e architettoniche in diversi Paesi, tra cui anche l’Italia.

Questo stile architettonico nasce in Gran Bretagna nel 1954 e deriva dal progetto residenziale e urbanistico “Unité d’Habitation” di Marsiglia, realizzato da Le Corbusier e caratterizzato dall’uso del “béton brut”, ossia il cemento armato a vista.

Le caratteristiche principali del Brutalismo includono:

  • uso del cemento a vista: il cemento armato viene lasciato grezzo, mostrando le sue qualità materiche. Spesso sono visibili le impronte delle casseforme, che diventano parte del design;

  • forme geometriche monumentali e decise;

  • priorità data alla funzionalità, escludendo orpelli decorativi;

  • l’uso del cemento ha permesso di sperimentare con forme asimmetriche, sporgenze audaci e spazi aperti.

Brutalismo a Milano

La Torre Velasca di Milano è un’icona del Brutalismo, edificata tra il 1956 e il 1958 su progetto polifunzionale (uffici e abitazioni) dello studio BBPR, in pieno centro città. La Torre Velasca ha una struttura a base rettangolare di 26 piani (più due sotterranei), per un totale di circa 106 metri di altezza. È uno dei simboli culturali anche grazie al film “Il vedovo” di Dino Risi (1959), con Leonora Ruffo e Alberto Sordi.

La Torre Velasca ha subito un’importante e recente opera di restauro, inaugurando al suo interno 72 suite e residenze per turisti, gestite da Sunset Hospitality Group. Ospita anche uffici e due ristoranti: SUSHISAMBA al primo piano e MIA al 18° piano. Il piano interrato è riservato a un’area benessere con spa e palestra.

Brutalismo a Napoli

A Napoli c’è il più vasto esempio di architettura brutalista in Italia. Si tratta del Policlinico dell’Università Federico II, da molti conosciuto come Secondo Policlinico (dal 2003 Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II).

Carlo Cocchia, un architetto da riscoprire, ha descritto il Policlinico come “un insieme di strutture modulari in cemento armato a vista, tutte orientate nello stesso verso, allo scopo di aumentare la luminosità degli interni durante le varie fasi del giorno. I singoli edifici sono connessi tra loro, a due a due o a tre a tre”.

Oggi l’attenzione non è più solo sugli edifici storici, ma anche su quelli moderni che, utilizzati per la funzione per cui sono stati costruiti, non solo vengono vissuti nella quotidianità lavorativa e sociale, ma possono anche diventare attrattori turistici.

Rimani aggiornato sugli ultimi immobili disponibili, iscriviti alla Newsletter